MICHELE POLGA / PIETRO TONOLO / PAOLINO DALLA PORTA / NICOLA ANGELUCCI quartet

Due sassofoni – diversi per inclinazioni, accenti e sostanza sonora – capaci di vivere dentro un unico respiro. Senza la paura di sovrapporsi o il problema di differenziarsi: un confronto a cuore aperto, in viaggio verso una destinazione comune ma ignota, consapevoli che solo dal rischio dell’imprevisto può nascere il non ancora raccontato.

Il tenore di Michele Polga è squillante e modernamente nervoso, quello di Pietro Tonolo accarezza le note con il suo timbro dolce e privo di attrito, srotolandosi lungo sentieri imperscrutabili e inattesi. La sezione ritmica è una locomotiva capace di ricamo, telepaticamente sintonizzata su qualunque movimento dei solisti. Il contrabbasso di Paolino Dalla Porta rimbalza elasticamente fino a creare un tessuto sonoro sopra il quale tutto acquista una luce speciale. La batteria di Nicola Angelucci, molto più suonata che percossa, sottolinea e valorizza quanto le accade intorno.

Un quartetto dai colori orchestrali, anche per merito degli arrangiamenti che intrecciano i sassofoni in un contrappunto a due voci di rara efficacia. Un gruppo che cerca di svincolarsi dalle convenzioni e affida al rischio del momento la soluzione in grado di regalare emozioni. L’improvvisazione ritrova così il suo significato più autentico e si apre a una dimensione collettiva, in cui ciascuno suona ciò che l’ascolto degli altri suggerisce. La parola d’ordine è “insieme”, sia nei meravigliosi obbligati sia quando la forma si fa più libera e aspra. Musica che non si può fare senza stima reciproca, perché vive della stessa fiducia degli alpinisti che salgono in cordata.

(Marco Goldoni, 5 dicembre 2016)