CLOUDS OVER ME

(Caligola Records) 2009

Michele Polga (tenor sax & programming)
Polo Birro (piano)
Stefano Senni (double bass)
Walter Paoli (drums)

All composition by Michele Polga

CREDITS
Recorded January 07, 2008 at Imput Level Studio, S.Biagio di Callalta (TV), and May 02, 2008 at Palazzo Barbaran Da Porto, Vicenza, track 7. Mixed Agoust 12, 2008 at Artesuono Studio, Cavalicco (UD). Produced by Michele Polga and Simone Polga. Artwork by Simone Polga.simonepolga.com

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La prova di maturità di Polga – al suo secondo disco per Caligola – è davvero notevole: il sassofonista veneto, pur conscio di un potenziale tecnico più che ragguardevole, sceglie espressamente di non far sfoggio delle proprie doti ma di “dissimulare” in qualche modo la sua tecnica per far emergere la propria scrittura. Che coglie lo “spirito dei tempi” (non solo nelle traccia remixata di Noise of The Universe 2 ) e metabolizza allo stesso tempo la tradizione. Naturalmente, se vuole premere il pedale dell’acceleratore, Polga è in grado di farlo tranquillamente – supportato da un trio che non ha bisogno di ulteriori elogi – e di colpire con soli incisivi, di cui viene data ampia dimostrazione in Corner. (Roberto De Virtis)

La Caligola Records pubblica il secondo capitolo (dopo Movin’ House) della discografia da leader del tenorsassofonista Michele Polga, che ha saputo mettere insieme un bel nucleo di brani originali per questo Clouds Over Me.

Nel complesso un album appagante, suonato con molto gusto e con spiccato senso dell’equilibrio ritmico/melodico. Caratteristiche che si evidenziano già nelle prime tracce di questo lavoro, con le movenze spumeggianti di “Noise of the Universe,” giocata sulla ripetizione di una melodia semplice ma efficace, e le eleganti movenze della title track, dove si ascolta un bel solo del pianista Paolo Birro. Non sono da meno gli altri brani in scaletta, dove il leader spesso impone un codice al quale allinearsi, ottenendo un forte senso di identificazione, di conoscibilità immediata, senza ammiccamenti e parole dette a mezza bocca.

Polga, inoltre, mostra un sapiente approccio allo strumento, una padronanza lessicale di valore certo e una forte dose di espressività. Qualità che gestisce con grande naturalezza, senza eccedere nei momenti che piacevolmente si ritaglia, e non invadendo gli spazi degli altri musicisti.

Clouds Over Me si risolve in meno di un’ora lasciando all’ascoltatore un bel ricordo di sé, grazie a un mood ispirato, eccitante. Peccato solo per la rilettura conclusiva di “Noise of the Universe,” condita eccessivamente con sapori elettronici, e dunque snaturata della sua vera essenza.

Conosco Michele da diversi anni e nel tempo ho conosciuto la sua voce musicale e umana. È stata una gioia per me assistere alla sua crescita come artista che oggi ci porta all’ascolto di questa straordinaria registrazione. Ho sentito la prima volta Michele in occasione di un seminario estivo a Castelfranco Veneto. Ho capito fin dal primo momento che aveva un grande talento naturale che fluiva senza sforzo attraverso lo strumento. Negli anni, trascorsi come insegnante e musicista, mi è capitato spesso di ascoltare giovani talenti, ma posso contare sulle dita di una mano coloro che hanno raggiunto un livello superiore come Michele. Egli è realmente riuscito a creare una connessione tra l’intensità melodica e quella armonica. Nell’improvvisazione egli compone, muovendosi nel pieno rispetto della tradizione e con profondo spirito di avventura. In questo disco Polga dimostra la sua maturità e la sua abilità nel dosare e dare spazio ai suoi assoli nel fluire delle pulsazioni della sezione ritmica. Fondate su una profonda esperienza, le composizioni sono concepite come sequenze di una lunga suite, nel bilanciamento delle dinamiche e dei contrasti ritmici. Ciò che prova la bontà di una melodia spesso è il fatto che rimane nelle orecchie anche quando la musica è finita; dopo averle ascoltate, ho cantato per molto tempo le composizioni di Michele (con il disappunto dei miei vicini di casa). Saggia è stata la scelta di chiamare al suo fianco Walter, Stefano e Paolo che hanno suonato in modo straordinario – ed è facile rendersene conto. Altissime sono state le loro prestazioni individuali e di squadra, ma anche nell’accompagnamento di Michele e della sua musica. È un onore poter scrivere le note di copertina di un disco così ben riuscito, specialmente perché si tratta di un disco di un caro amico e di uno stimato collega, Michele Polga. Credo che questo lavoro sia la prova che il sassofono di Michele può essere considerato una voce nuova e piena di talento nel panorama internazionale. Auguro a tutti di divertirsi quanto me ascoltando questo cd. Sono sicuro che in futuro ce ne riserverà degli altri, per nostra fortuna. (Dick Oatts)

I have known Michele for many years now and in that time, I have gotten to understand his voice as a musician and as a person. It has been a real joy of mine to watch and listen to his development that now leads us to this most excellent recording. I first heard Michele while doing a summer jazz workshop in Castelfranco Veneto. I knew from the first moment I heard him play that he had a wonderful natural talent that just flowed effortlessly through the horn. In my years as a player/teacher, I have often heard such young talent but I can count on only one hand how many of those players have taken it to the next level like Michele has. He has truly bridged the gap between melodic and harmonic intensity. He is a compositional improviser, full of respect for tradition and yet has a true sense of adventure. Throughout this entire CD, Polga demonstrates his maturity and ability to pace and space his solos with the flow of the rhythm section. His compositions all show depth in experience and each sequenced as if a long suite. Each are balanced for dynamic and rhythmic contrast. Usually, the mark of a good melody is one that stays with you long after the music has stopped. Each of Michele’s compositions had me doing a lot of singing afterwards (much to the disappointment of my neighbors). Walter, Stefano, and Paolo played wonderfully as you can obviously hear and were picked wisely by Michele. They played great individually, as a team, and also comping for Michele and his writing. I am honored to have the chance to write about such a fantastic recording, especially when it’s by a dear friend and respected colleague – Michele Polga. I feel that this CD proves that Michele is a new and gifted voice on the tenor sax internationally. I hope you enjoy listening to this CD as much as I do. I’m sure there will be plenty more in his future, lucky for us. (Dick Oatts)