MICHELEPOLGA
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CloudsOverMe

MICHELE POLGA

CLOUDS OVER ME

Caligola Records 2009

Michele Polga

tenor sax & programming (track8)

Paolo Birro

piano

Stefano Senni

bass

Walter Paoli

drums

1.

Noise Of The Universe

2.

Clouds Over Me

3.

Have A Look

4.

Corner

5.

Walls In Life

6.

Don't Call

7.

Francesco

8.

Noise Of The Universe 2

all tunes composed by M.Polga

RECENSIONI

Note di copertina

Conosco Michele da diversi anni e nel tempo ho conosciuto la sua voce musicale e umana. È stata una gioia per me assistere alla sua crescita come artista che oggi ci porta all'ascolto di questa straordinaria registrazione. Ho sentito la prima volta Michele in occasione di un seminario estivo a Castelfranco Veneto. Ho capito fin dal primo momento che aveva un grande talento naturale che fluiva senza sforzo attraverso lo strumento. Negli anni, trascorsi come insegnante e musicista, mi è capitato spesso di ascoltare giovani talenti, ma posso contare sulle dita di una mano coloro che hanno raggiunto un livello superiore come Michele. Egli è realmente riuscito a creare una connessione tra l’intensità melodica e quella armonica. Nell’improvvisazione egli compone, muovendosi nel pieno rispetto della tradizione e con profondo spirito di avventura. In questo disco Polga dimostra la sua maturità e la sua abilità nel dosare e dare spazio ai suoi assoli nel fluire delle pulsazioni della sezione ritmica. Fondate su una profonda esperienza, le composizioni sono concepite come sequenze di una lunga suite, nel bilanciamento delle dinamiche e dei contrasti ritmici. Ciò che prova la bontà di una melodia spesso è il fatto che rimane nelle orecchie anche quando la musica è finita; dopo averle ascoltate, ho cantato per molto tempo le composizioni di Michele (con il disappunto dei miei vicini di casa). Saggia è stata la scelta di chiamare al suo fianco Walter, Stefano e Paolo che hanno suonato in modo straordinario - ed è facile rendersene conto. Altissime sono state le loro prestazioni individuali e di squadra, ma anche nell’accompagnamento di Michele e della sua musica. È un onore poter scrivere le note di copertina di un disco così ben riuscito, specialmente perché si tratta di un disco di un caro amico e di uno stimato collega, Michele Polga. Credo che questo lavoro sia la prova che il sassofono di Michele può essere considerato una voce nuova e piena di talento nel panorama internazionale. Auguro a tutti di divertirsi quanto me ascoltando questo cd. Sono sicuro che in futuro ce ne riserverà degli altri, per nostra fortuna.

I have known Michele for many years now and in that time, I have gotten to understand his voice as a musician and as a person. It has been a real joy of mine to watch and listen to his development that now leads us to this most excellent recording. I first heard Michele while doing a summer jazz workshop in Castelfranco Veneto. I knew from the first moment I heard him play that he had a wonderful natural talent that just flowed effortlessly through the horn. In my years as a player/teacher, I have often heard such young talent but I can count on only one hand how many of those players have taken it to the next level like Michele has.  He has truly bridged the gap between melodic and harmonic intensity. He is a compositional improviser, full of respect for tradition and yet has a true sense of adventure. Throughout this entire CD, Polga demonstrates his maturity and ability to pace and space his solos with the flow of the rhythm section. His compositions all show depth in experience and each sequenced as if a long suite. Each are balanced for dynamic and rhythmic contrast. Usually, the mark of a good melody is one that stays with you long after the music has stopped. Each of Michele's compositions had me doing a lot of singing afterwards (much to the disappointment of my neighbors). Walter, Stefano, and Paolo played wonderfully  as you can obviously hear and were picked wisely by Michele.  They played great individually, as a team, and also comping for Michele and his writing. I am honored to have the chance to write about such a fantastic recording, especially when it’s by a dear friend and respected colleague - Michele Polga. I feel that this CD proves that Michele is a new and gifted voice on the tenor sax internationally. I hope you enjoy listening to this CD as much as I do. I'm sure there will be plenty more in his future, lucky for us.

Dick Oatts

ALLABOUTJAZZ.COM

La Caligola Records pubblica il secondo capitolo (dopo Movin' House) della discografia da leader del tenorsassofonista Michele Polga, che ha saputo mettere insieme un bel nucleo di brani originali per questo Clouds Over Me.Nel complesso un album appagante, suonato con molto gusto e con spiccato senso dell'equilibrio ritmico/melodico. Caratteristiche che si evidenziano già nelle prime tracce di questo lavoro, con le movenze spumeggianti di "Noise of the Universe," giocata sulla ripetizione di una melodia semplice ma efficace, e le eleganti movenze della title track, dove si ascolta un bel solo del pianista Paolo Birro. Non sono da meno gli altri brani in scaletta, dove il leader spesso impone un codice al quale allinearsi, ottenendo un forte senso di identificazione, di conoscibilità immediata, senza ammiccamenti e parole dette a mezza bocca.Polga, inoltre, mostra un sapiente approccio allo strumento, una padronanza lessicale di valore certo e una forte dose di espressività. Qualità che gestisce con grande naturalezza, senza eccedere nei momenti che piacevolmente si ritaglia, e non invadendo gli spazi degli altri musicisti.Clouds Over Me si risolve in meno di un'ora lasciando all'ascoltatore un bel ricordo di sé, grazie a un mood ispirato, eccitante. Peccato solo per la rilettura conclusiva di "Noise of the Universe," condita eccessivamente con sapori elettronici, e dunque snaturata della sua vera essenza. (Roberto Paviglianiti)

leggi la recensione dal sito www.allaboutjazz.com

JAZZITALIA.NET

Fresco, pulsante e ricco di feeling: si presenta così questa recente produzione discografica del sassofonista Michele Polga, accompagnata dalle note di copertina redatte dal celebre Dick Oatts, lusinghiere a dismisura nei confronti del nostro al quale riconosce qualità compositive e strumentali di alto livello. Ed in effetti gli elogi di Oatts risultano pienamente meritati perchè Polga si dimostra fine compositore nelle otto tracce incluse in questa seconda esperienza in studio, peraltro eseguite in modo eccellente grazie al coinvolgimento di tre musicisti quali: Paolo Birro al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria. Strutture classicamente jazz, ricche di una spiccata cantabilità e rese magnificamente vive dal sax tenore del leader e dal raffinato pianismo di Birro che la ritmica della coppia Senni-Paoli rinvigorisce aggiungendo nel contempo consistenza e fantasia. L'apertura e la chiusura della selezione sono affidate allo stesso brano "Noise of the universe", contraddistinto da una frase melodica accattivante che desta immediatamente curiosità mentre a differenziare le due versioni sono gli inserti elettronici presenti nella seconda. Il resto dei brani conferma e delinea chiaramente il lessico jazzistico di Polga sicuramente stretto tra i cordoli della tradizione ma intriso di spontaneità e di un umore gioioso che trabocca dalle note del suo tenore. Ne è una riprova "Have a Look" dove ritroviamo ancora una frase melodica farsi luce tra gli splendidi contrappunti di Birro per poi liberarsi attraverso un esercizio improvvisativo fortemente espressivo e molto soul. Da citare anche la splendida e toccante parentesi intimistica di "Francesco" - dedicata allo zio - che Polga lascia eseguire a Birro in totale solitudine. Rassicurante, equilibrato e fortemente intriso di un magico interplay. (Giuseppe Mavilla)

leggi la recensione nel sito www.jazzitalia.net

JAZZIT _ novembre/dicembre 2009

La prova di maturità di Polga - al suo secondo disco per Caligola - è davvero notevole: il sassofonista veneto, pur conscio di un potenziale tecnico più che ragguardevole, sceglie espressamente di non far sfoggio delle proprie doti ma di "dissimulare" in qualche modo la sua tecnica per far emergere la propria scrittura. Che coglie lo "spirito dei tempi" (non solo nelle traccia remixata di Noise of The Universe 2 ) e metabolizza allo stesso tempo la tradizione. Naturalmente, se vuole premere il pedale dell'acceleratore, Polga è in grado di farlo tranquillamente - supportato da un trio che non ha bisogno di ulteriori elogi - e di colpire con soli incisivi, di cui viene data ampia dimostrazione in Corner. (Roberto De Virtis)

SUONO _ febbraio 2010

Jazz dal Veneto, una delle regioni più attive in Italia per presenza di festival, etichette, eventi e musicisti di alta qualità. Nel quartetto formato da Michele Polga al sax, Paolo Birro al piano, Stefano Senni al basso e Walter Paoli alla batteria per questo Clouds Over Me, troviamo soprattutto dei buoni professionisti del jazz (tutti o quasi già abbastanza conosciuti) capaci di accompagnarsi efficacemente, ma anche delle buone composizioni frutto della creatività di Michele Polga, a capo del progetto con il suo sax tenore. Dotato di un suono pieno e a tratti dilatato nelle note più significative, capace di coinvolgere soprattutto sui tempi più larghi e pensosi (come nel brano del titolo) Polga mostra una piena padronanza del suo strumento e forte comunicativa nella cantabilità dei suoi intensi brani. Durante i quali si mette ripetutemente in evidenza anche la maestria di Paolo Birro, un pianista eccellente che non si limita all'accompagnamento, riuscendo da par suo a lasciare l'impronta su alcuni brani con inserti solistici brillanti e talvoltaintensamente lirici, mantenendo comunque l'intensità ritmica di un repertorio che viaggia su coordinate abbastanza sostenute. E in questo Birro e Polga sono bravi, nell'interpretazione di ruoli e momenti solistici che li chiamano al proscenio, ma anche nel creare il giusto contatto (soprattutto il pianoforte) con una sezione ritmica tutt'altro che prevedibile e capace di repentini cambi di tempo e fughe solistiche (Walls In Life). La bontà dei singoli e l'eccellente lavoro di gruppo danno un risultato finale che sembra soddisfacente ed invoglia a riscoprire e ritrovare il quartetto in una prossima prova altrettanto convincente. (Pier Luigi Zanzi)

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