• Live at Panic Jazz Club

    Michele Polga meets Fabrizio Bosso
    Live at Panic jazz Club (Abeat Records, 2011)

    Michele Polga – sax
    Fabrizio Bosso – trumpet
    Luca Mannutza – piano
    Luca Bulgarelli – bass
    Tommaso Cappellato – drums

    TRACKLIST
    1. Clouds Over Me (M.Polga) 15:51
    2. Bemsha Swing (T.Monk) 14:21
    3. Body And Soul (J.Green) 10:42
    4. Re-Trane (M.Polga) 12:33
    5. Two Friends (L.Mannutza) 13:33

    CREDITS
    Recorded live on two tracks, the 15 of december 2011 at Panic Jazz Club, Marostica (VI) Italy, by Diego Piotto.
    Mastering: by Luca Bulgarelli.
    Artwork: Caiola+ Polga /siralbertmistersimon.com
    Photo: Eddie Tan / theagency-it.com

    LINER NOTES
    Gli ascoltatori di questo Cd, trattandosi di una registrazione live, saranno forse curiosi di conoscere le ‘involontarie’ circostanze in cui è nato. Saltiamo indietro nel tempo per arrestarci al 15 dicembre 2010 quando il quintetto di Michele Polga giunge al Panic Jazz Club di Marostica nell’ambito di un tour che si concluderà a Ferrara. L’ambiente – si dice in questi casi – è di quelli giusti, il leader si sente a casa e la band non ha bisogno di ulteriori rodaggi. Le condizioni per far bene sono tutte racchiuse tra le quattro mura del club.
    Polga è solito registrare i propri concerti, sebbene questi bootleg personali abbiano un semplice valore documentario. Il concerto, ottimamente mixato, finisce su un Cd che il fonico del Panic gli consegnerà a fine serata. «Appena lo ricevetti feci subito gli MP3 e li passai ai ragazzi. Giuro di non averlo nemmeno ascoltato». Poco importa. Il materiale cattura le orecchie di un tempestivo Fabrizio Bosso che non perde tempo e lo contatta immediatamente («Mi scrisse via sms che avevamo suonato da paura!»). L’ascolto li convince a tal punto che si decide di proporlo a un’etichetta. Spetta quindi all’Abeat (da tempo sulle tracce del musicista veneto), riflettere l’immediata freschezza della serata. «Una volta ascoltato il disco», ci racconta Mario Caccia, produttore dell’etichetta, «non ho esitato un solo secondo. L’eccezionale qualità dell’esecuzione e l’energia emanata dai cinque brani, mi hanno fatto decidere di pubblicare il live senza indugi, anticipando così un’eventuale registrazione in studio».
    “Live at Panic Jazz Club” diviene quindi la prima incisione dal vivo a nome di Michele Polga dopo le studio sessions “Clouds Over Me” (2009) e “Movin’ House” (2004). Il repertorio si estende da Body & Soul (1930) fino alle recenti composizioni di Luca Mannutza (Two Friends, «Il brano più hard del disco») e del leader (Clouds Over Me e Re-Trane), assistito per l’occasione da un quintetto fortemente voluto, cercato e perfettamente calato nella parte. Proprio Re-Trane, proveniente dal secondo set, s’incastra alla perfezione con i quattro brani precedenti (tra questi anche Bemsha Swing) che invece rappresentano la prima parte del concerto nella sua interezza.
    Un ascolto attento non tarderà a dispiegare le capacità compositive e la fantasia esecutiva di Michele Polga; un leader ‘silenzioso’, «un tenore pieno di vita e d’idee» (Dick Oatts, direttore artistico della Village Vanguard Orchestra, lo definisce con queste parole) che ai lumi della notorietà preferisce le imprevedibili e ‘oscure’ sorprese della ricerca musicale.
    Luca Civelli, aprile 2011

    The listeners of this live recording, will perhaps be curious about the ‘accidental’ circumstances in which it was born. We jump back in time at 15 December 2010 when the Michele Polga Quintet arrives at Panic Jazz Club (Marostica), during a tour that will end in Ferrara. The environment – it is said in these cases – is the right one, the leader feels at home and the band needs no further proofs. Enclosed within the four walls of the club there are all the conditions to do well.
    Polga is used to record his concerts, even though they represent simple personal bootlegs with a documentary value. The concert, mixed well, ends on a CD: «As soon as I got it, I did and gave the MP3 to the guys. I swear that I had not even listen to them!». It does not matter. The material catches the ears of Fabrizio Bosso who does not waste time and immediately contacts him (“He wrote to me via SMS that we have played extremely well!”). The listening convinces both of them to the point that they decide to propose the CD to a label. It is up to Abeat reflects the immediate freshness of that evening. Abeat producer Mario Caccia remembers that «Once I listened the record, I didn’t hesitate one second. The outstanding quality of the performance and the energy given off by the five tracks, made me decide to publish the live without delaying, bringing forward a possible studio recording».
    “Live at Panic Jazz Club” becomes the first Michele Polga live recording, after the studio sessions “Clouds Over Me” (2009) and “Movin’ House” (2004). The repertoire ranges from Body & Soul (1930) to the recent compositions of Luca Mannutza (Two Friends, «The hardest piece of the CD») and Polga (Clouds Over Me and Re-Trane), assisted by a quintet at ease and synchronized with his music. Re-Trane, from the second set, fits perfectly with the four previous pieces (between them also Bemsha Swing), which instead represent the first part of the concert in its entirety.
    A careful listening will soon deploy the compositional skills and musical imagination of Michael Polga; a ‘silent’ leader, «Full of life and fresh ideas on the tenor» (Dick Oatts, artistic director of the Village Vanguard Orchestra, describes him with these words) that prefers the unpredictable and ‘dark’ surprises of the musical research to the lights of fame.
    Luca Civelli, april 2011

     

    LIVE AT PANIC JAZZ CLUB reviewed on

    Quest’album ci presenta una notevole esibizione live, sulla linea di un evoluto modern mainstream, nella quale si avverte quel clima coinvolgente, comunicativo, intenso tipico dei concerti nei club. Su un repertorio di brani originale e standard, Polga si rivela musicista che sa unire la verve espressiva a un controllo rigoroso del linguaggio, grazie al quale evita soluzioni banali e scontate per creare un fraseggio articolato e interessante sul piano ritmico e armonico. Al di là degli aspetti solistici, esaltati anche dal sempre immaginifico Fabrizio Bosso e dagli altri partner del sassofonista, conta la compattezza del sound collettivo, la capacità di suonare assieme, di ascoltarsi, di realizzare una musica di forte impatto. Del resto, non è secondario he Mannutza e Bulgarelli siano membri del quartetto di Bosso, mentre Cappellato abbia l’esperienza di inserirsi negli schemi di un quintetto che dà un senso a una linea jazzistica non sempre così creativa. (Maurizio Franco)

    Il lavoro di Michele Polga contiene la registrazione del concerto tenuto dal suo quintetto il 15 dicembre 2010 al Panic Jazz Club di Marostica, Vicenza. La musica è incentrata su un hard bop spumeggiante, con assolo lunghi e ben sviluppati e un marcato equilibrio generale, che rende l’ascolto leggero pur nella notevole densità dei contenuti musicali. I solisti sono tutti di altissimo livello e la sezione ritmica è una vera “macchina pulsante”, ma ciò che più colpisce è l’affiatamento del collettivo: il brano Bemsha Swing ne è un buon esempio, presentando senza soluzione di continuità aspetti bop, free, un assolo contemporaneo e variazioni nella formazione (come l’assenza del basso durante l’assolo di tromba) che rendono il brano inaspettato e godibilissimo. Va sottolineato anche come in “Live At Panic Jazz Club” protagonista sia un quintetto dal sound particolarmente moderno, realizzato senza artifici tecnologici, semplicemente con i timbri degli strumenti acustici e (molta) sintonia. (Eugenio Mirti)

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